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Codice deontologico

DEFINIZIONI

Con il termine professionista della conservazione si intende colui/colei il/la quale (d’ora in avanti, il genere sarà unificato), in seguito a una formazione specifica e all’esperienza maturata nell’esercizio della propria attività, sia impegnato nella conservazione del patrimonio archivistico e bibliografico ai sensi dell’art. 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni).Tra i professionisti della conservazione, l’Associazione Italiana dei Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche (d’ora in poi, AICRAB) annovera:

  1. i conservatori degli archivi e delle biblioteche. Con questo termine si intendono gli archivisti e i bibliotecari i quali abbiano come obiettivo principale della propria attività professionale la conservazione del patrimonio archivistico e bibliografico degli archivi e delle biblioteche. Ai sensi dell’art. 29, commi 1 e 6 del Codice sopra richiamato, l’attività dei conservatori si esplica in primis nello studio e nella prevenzione, nonché nell’avvio delle procedure preliminari alla manutenzione e al restauro.
  2. i restauratori del patrimonio archivistico e bibliografico. Con questo termine si intendono i professionisti che definiscono lo stato di conservazione dei beni archivistici e bibliografici e mettono in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi di tali beni, in un contesto di fruizione che ne valorizzi e ne salvaguardi il valore culturale. A tal fine i restauratori analizzano i dati relativi ai materiali costitutivi, alla tecnica di esecuzione ed allo stato di conservazione dei beni e li interpretano; progettano e dirigono, per la parte di competenza, gli interventi; eseguono direttamente i trattamenti di manutenzione e di restauro; dirigono e coordinano gli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro. Essi svolgono infine attività di ricerca, sperimentazione e didattica nel campo della conservazione (Ministero per i beni e le attività culturali, D.M. 26.05.2009, n.86, art.1).
  3. i collaboratori restauratori (definiti anche tecnici del restauro) del patrimonio archivistico e bibliografico. Con questo termine si intendono le figure professionali che collaborano con il restauratore eseguendo, con autonomia decisionale strettamente afferente alle proprie competenze tecniche, determinate azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei beni e assicurarne la conservazione, operazioni di cui garantiscono la corretta esecuzione secondo le indicazioni metodologiche e operative, sotto la direzione e il controllo diretto del restauratore. Hanno la responsabilità della cura dell’ambiente di lavoro e delle attrezzature, curano la preparazione dei materiali necessari per gli interventi, secondo le indicazioni metodologiche del restauratore (Ministero per i beni e le attività culturali, D.M. 26.05.2009, n.86, art. 2).

 

PREMESSA

L'obiettivo primario dei professionisti di cui sopra è la conservazione del patrimonio archivistico e bibliografico costituito da singoli oggetti, strutture e collezioni. Si tratta di testimonianze materiali aventi valore di civiltà, eredità preziosa e insostituibile che deve essere tutelata e trasmessa alle generazioni future.

Per raggiungere questo obiettivo, i professionisti della conservazione assumono uno specifico impegno nei confronti del patrimonio archivistico e bibliografico, dei suoi proprietari e dei suoi custodi, nonché nei confronti della professione della conservazione e in quelli della società nel suo complesso. Il seguente Codice deontologico fissa i principi che guidano i professionisti della conservazione del patrimonio archivistico e bibliografico aderenti all’AICRAB.

 

CODICE DEONTOLOGICO

  1. I professionisti della conservazione devono impegnarsi nell’obiettivo di raggiungere gli standard più elevati in tutte le attività in cui si articola la conservazione e, nello specifico, nello studio, nella prevenzione, nella manutenzione e nel restauro del patrimonio archivistico e bibliografico.
  2. Tutte le azioni dei professionisti della conservazione si caratterizzano per un rispetto consapevole nei confronti dei beni che costituiscono il patrimonio archivistico e bibliografico, tenendo sempre presente il carattere di unicità di detti beni, il loro significato e il contesto storico dal quale essi traggono origine.
  3. Fermo restando il diritto dei cittadini di utilizzare in modo rispettoso e consapevole il patrimonio archivistico e bibliografico, i professionisti della conservazione avranno quale primo impegno, nello svolgimento della propria attività, la salvaguardia di tale patrimonio. I professionisti della conservazione esercitano l’attività nei limiti delle proprie personali competenze, nonché nei limiti dei mezzi e delle strutture di cui, di volta in volta, potranno disporre. Se le circostanze possono limitare le risorse e i mezzi disponibili per la risoluzione di un particolare problema conservativo, ciò non avrà influenza alcuna sulla qualità del lavoro svolto dai professionisti della conservazione, qualità che sarà sempre del massimo livello possibile.
  4. I professionisti della conservazione devono impegnarsi nella scelta di metodi e materiali che, sulla base dei più aggiornati risultati della ricerca scientifica, non arrechino danni presenti e futuri al patrimonio archivistico e bibliografico, non ne ostacolino lo studio e le eventuali, successive attività conservative.
  5. I professionisti della conservazione si impegnano nella realizzazione di una documentazione dettagliata dei propri interventi, documentazione che sarà registrata con tecniche affidabili e permanenti e resa disponibile a ogni richiesta.
  6. Tutti i professionisti della conservazione porranno la massima cura affinché la prevenzione – intesa come il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al patrimonio archivistico e bibliografico nel suo contesto – sia sempre assicurata in via prioritaria.
  7. Essi si adopereranno pertanto per limitare i danni e il deterioramento dei beni culturali loro affidati fornendo le linee guida per la loro fruizione, indicando le condizioni ambientali più adatte per la conservazione e l'eventuale esposizione, nonché le procedure adeguate per la manipolazione, la protezione in opportuni contenitori e il trasporto.
  8. I professionisti della conservazione improntano i rapporti professionali secondo i canoni di onestà e rispetto degli altri garantendo i diritti e le opportunità di tutti coloro con i quali entrano in contatto e dando ampio riconoscimento alle conoscenze degli altri specialisti che operano nel medesimo ambito scientifico e culturale.
  9. I professionisti della conservazione contribuiscono all’evoluzione e alla crescita della professione, settore che comprende scienze umane e scienze della natura, lavoro intellettuale e lavoro manuale. Tale contributo si realizza in forme e modi diversi tra i quali la continua acquisizione di conoscenze e competenze, la condivisione di informazioni e di esperienze con i colleghi, la promozione di opportunità di formazione e di aggiornamento in questo campo.
  10. I professionisti della conservazione promuovono e diffondono l’importanza e la comprensione delle procedure della conservazione mediante ogni forma di comunicazione sia con gli altri professionisti impegnati nel medesimo campo, sia in generale con il pubblico interessato al patrimonio archivistico e bibliografico.
  11. I professionisti della conservazione si impegnano nell’organizzazione del proprio ambiente di lavoro e operano in modo da ridurre al minimo i rischi e i pericoli per se medesimi, per i colleghi, per il pubblico e per l'ambiente.
  12. I professionisti della conservazione hanno l'obbligo di promuovere la diffusione, la comprensione e il rispetto del presente Codice deontologico e degli allegati che ne costituiscono parte integrante.