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Michela Corsini: "Biblioteca, Archivio, Antiquarium: una valorizzazione integrata possibile"

Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”

(Federico Fellini)

Il recupero, la conservazione e la valorizzazione della “nostra memoria” in un plesso quale è la Villa Medicea di Seravezza offrono la possibilità di intraprendere un percorso volto all’integrazione dei luoghi comuni della memoria, così definiti da Maurizio Vivarelli, una proposta che sta diventando tra le più perseguite in ambito culturale negli ultimi anni.

 

Stiamo parlando della gestione di realtà differenti come biblioteche, archivi, musei, derivate da diverse storie e con loro peculiarità ben definite, che richiedono un notevole apporto di risorse umane ed economiche attualmente non disponibili, tutte motivazioni che certo non facilitano il compito del personale preposto alla gestione del Settore Cultura.

In questo momento così critico per l'economia e la società in generale associazioni di recente nascita quali MAB (Musei Archivi e Biblioteche Professionisti del patrimonio culturale) e AICRAB (Associazione Italiana Conservatori Restauratori Archivisti e Bibliotecari) tendono a riunire categorie differenti di “addetti ai lavori” della cultura anchepromuovendo incontri volti in primis alla conoscenza, allo studio e alla conservazione della cultura, con un occhio di riguardo per la valorizzazione delle professioni dei “conservatori dei beni culturali”, la loro formazione e aggiornamento, la condivisione dei linguaggi descrittivi per favorire la creazione di cataloghi ibridi, fino all'organizzazione di veri e propri eventi culturali.

La gestione comparata, appannaggio dell’Ufficio Cultura, della Biblioteca Comunale, dell’Archivio Storico e dell’Antiquarium espositivo siti al piano terra del Palazzo Mediceo, in questi anni ha reso possibile la co-valorizzazione di queste tre diverse entità che però hanno come comune denominatore l'espressione beni culturali. Si è infatti tentato sia a livello amministrativo che tecnico di promuovere tutte queste realtà in maniera omogenea, cercando di non privilegiare l'una o l'altra, nella consapevolezza che il loro rilancio “in contemporanea” avrebbe portato un sostanziale miglioramento dell'immagine di Seravezza come polo culturale.

La creazione di un Antiquarium espositivo nel 2009 ubicato sotto la sala lettura della biblioteca comunale ha permesso a studenti, turisti e interessati di conoscere la storia del reperto umano di epoca medievale recuperato durante lo scavo atto a realizzare l’alloggiamento dell’ascensore e della coppaia, una collezione di oltre 90 terrecotte di straordinario interesse fabbricate tra il XV e il XVI secolo. I resti ossei del misterioso inumato, che la radio datazione al Carbonio 14 ha collocato tra il 790 e il 1000 d.C., dopo essere stati oggetto di studi ed esami svolti da un'equipe di specialisti diretti dal Prof. Francesco Mallegni, allora docente di Paleografia e Antropologia presso l'Università degli Studi di Pisa, hanno trovato la loro ideale collocazione in una teca in plexiglas al centro dell'Antiquarium. I risultati di detti esami, riguardanti il DNA, la paleonutrizione, le cause del decesso e le ipotesi sull'identità dell'uomo medievale, sono fruibili attraverso la lettura di pannelli esplicativi che corredano l'esposizione insieme ad una postazione multimediale touch-screen allestita per lo stesso scopo.

La splendida collezione di coppi (o orci) disposti a ridosso delle pareti della sala espositiva, rinvenuti nello spessore tra le volte del piano terra e il pavimento delle sale del piano nobile durante i lavori di restauro della villa a partire dagli anni '60, è stata esaminata e inventariata dalla Dott.ssa Laura Hamad dell’Università degli Studi di Firenze. L’attento e dettagliato lavoro appena descritto non solo ha prodotto una pubblicazione dal titolo Le terrecotte di Villa Medicea a Seravezza, ma ha contribuito all’ottenimento della dichiarazione di eccezionale interesse culturale prevista dal Codice dei Beni Culturali (Decreto Legislativo n. 42/2004).

La biblioteca comunale Sirio Giannini negli ultimi anni ha puntato sulla promozione della lettura soprattutto rivolta a bambini e ragazzi. La partecipazione al progetto nazionale Nati per leggere, a manifestazioni promosse dalla Regione Toscana quali In biblioteca perché c'è il futuro della tua storia e Il maggio dei libri, LaGiornata mondiale del libro e della letturae l'organizzazione di eventi “nostrani” quali Libri sotto l'albero e Libri in maschera hanno portato ad un evidente incremento nel numero di utenti cui ha notevolmente contribuito anche l'aumento e del patrimonio librario mirato soprattutto all'aggiornamento della sezione dei ragazzi e alla creazione di una valida sezione multimediale. Attraverso le varie strategie messe in atto, si è riusciti a raggiungere anche parte di quell’utenza potenziale che spesso è la vera “sfida” delle biblioteche, musei ed archivi. Il personale della biblioteca, impegnato dal 2008 al 2011 nel ruolo di capofila per l'acquisto coordinato e centralizzato dei libri e del materiale multimediale all'interno del PIC, progetto Lucca.Net, ha potuto prendere coscienza della realtà in cui “vivono” le biblioteche non solo a livello versiliese ma anche provinciale tentando di percorrere una sperimentazione volta alla creazione di una Carta delle Collezioni.

Per quanto concerne l'Archivio Storico Comunale molto si è già detto in questa sede e tanti importanti traguardi sono stati raggiunti a livello di conservazione, inventario e arredi, è da sottolineareche la documentazione è oggetto studio e consultazione da parte di una sempre più numerosa e varia utenza (professori, studenti, storici, architetti, pensionati) per motivi di lavoro, studio o personali e che, in accordo con l'Università degli Studi di Pisa, c'è la possibilità di svolgere tirocini per i laureandi interessati allo studio e alla gestione della documentazione archivistica. Uno di questi tirocini, conclusosi nell'agosto scorso, ha consentito di realizzareoltre 400 regesti di carteggi relativi alla parte preunitaria.

In conclusione per una persona come me, che ha avuto un iter studiorum e professionale rivolto soprattutto alla biblioteconomia e alla bibliologia, è stato all'inizio difficile occuparsi di entità così differenti come quelle sopra descritte. Ma prima di essere una bibliotecaria mi considero un conservatore di beni culturali come il mio diploma di laurea attesta e il mio lavoro è proprio la tutela e la valorizzazione delle nostre testimonianze storiche, senza pregiudizi di sorta, siano esse di carattere biblioteconomico, archivistico o archeologico. Promuovere “insieme” i luoghi del sapere e della memoria, ottimizzando in questo modo tempo e denaro ad essi preposto, è forse attualmente l’unica soluzione possibile per tenere in vita la cultura in tutte le sue manifestazioni. Questa convinzione unita ad entusiasmo, caparbietà, voglia di fare e, non ultimo, al supporto dell'amministrazione comunale, hanno permesso il raggiungimento di tanti importanti obiettivi.

Alla luce di quanto detto la valorizzazione integrata di Biblioteca, Archivio, Antiquarium ai quali si aggiungono il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica e le ormai note mostre e rassegne che tanto lustro hanno dato a Seravezza gestite dalla neonata Fondazione Terre Medicee non solo è possibile ma rende questo comune un piccolo ma rilevante baluardo della cultura.